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Esistono
i presupposti per ipotizzare un influenza del TTIP in ambito
geopolitico e geoeconomico? Un
documento redatto da due specialisti in commercio internazionale,
Shayerah Ilias Akhtar e Vivian C. Jones, per il congresso degli Stati
Uniti nel giugno del 2014 afferma che : "Il
TTIP è un accordo di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA)
negoziato tra Stati Uniti e Europa. Entrambe le parti [..] cercano di
aumentare l'accesso ai mercati transatlantici attraverso
l'eliminazione di barriere agli scambi e agli investimenti in beni,
servizi e agricoltura [...]. Le due parti cercano inoltre di
utilizzare gli impegni sul TTIP anche a livello globale: per
promuovere la liberalizzazione dei commerci, definire regole e
standard e rispondere alle sfide poste dai mercati emergenti"1.
I due specialisti elencano i vantaggi di un trattato che ha scopi
economici nei suoi termini principali. Contemporaneamente però vari
studiosi di geopolitica ne hanno analizzato le ricadute geoeconomiche
e geostrategiche.
Daniel Hamilton ad esempio, sempre nel 2014, scrive nell'introduzione
a The Geopolitics of
TTIP: Repositioning the Transatlantic. Relationship for a Changing
World: "[...]
mentre molte analisi sono state condotte sul potenziale impatto
economico del TTIP, c'è stata una relativamente minore analisi sulle
sue implicazioni geostrategiche . Il TTIP riflette un ampio consenso
sulle due sponde dell'atlantico che il mondo che in origine ha creato
l'alleanza transatlantica sia ormai scomparso. Europei e americani
devono lavorare urgentemente
nel costruire una partnership che sia più effettiva nel generare più
opportunità economiche, [...] affrontare altre potenze e rafforzare
ed estendere norme e principi guida per il sistema internazionale."2.
Il
punto 1 delle direttive per la negoziazione del TTIP desecretate
dall'Unione Europea afferma: "L'accordo
conterrà esclusivamente provvedimenti inerenti il commercio e le
aree ad esso legate. L'accordo dovrà confermare che la cooperazione
nel commercio transatlantico è fondato su valori comuni, inclusi la
protezione e la promozione dei diritti umani e la sicurezza
internazionale"3.
Tale fondamento è ulteriormente specificato al punto 6 "Il
preambolo del trattato [...] si riferirà anche a: valori condivisi
come diritti umani, democrazia, libertà fondamentali e applicazione
della legge di diritto [...]"4.
In queste poche righe troviamo gli obiettivi di fondo del TTIP. La
comunanza di valori che lega Europa e Stati Uniti, storicamente
fondata sui principi delle rivoluzioni francese e americana, fonda il
rapporto tra le due parti. Il commercio transatlantico, da scopo
ultimo del trattato, diviene il mezzo per rinsaldare questo rapporto
e per continuare a promuovere le pratiche democratiche, i diritti
umani e il liberalismo politico. La promozione di questi valori
avverrà sia all'interno del blocco così formato, sia all'esterno
come specificato nel passaggio : "[...]
inclusi la protezione e la promozione dei diritti umani e la
sicurezza internazionale" 5.
Il TTIP è
oggettivamente più di un semplice accordo di libero scambio. Gli
obiettivi palesi che si pone, quelli impliciti e quelli
imprevedibili, avranno un impatto globale per gli anni a venire. Con
l'applicazione del trattato i suoi termini entreranno nelle
legislazioni di tutte le nazioni europee (quasi contemporaneamente) e
ne modificheranno aspetti anche sostanziali. Il trattato è tuttora
in corso di definizione e dovrà essere ratificato dai rispettivi
parlamenti prima di diventare esecutivo6.
La sua approvazione totale, o parziale, non è ancora certa in virtù
dell'opposizione da parte dell'opinione pubblica, e anche alcuni
governi, di vari paesi d'Europa. Se il trattato verrà approvato ed
applicato creerà un'area produttiva, commerciale, finanziaria e
legislativa in cui la pratica sarà ispirata dal liberalismo politico
e orientata verso il liberismo economico. Un accordo come il TTIP ha
tutte le caratteristiche per “staccare” l'Europa dalla massa
euroasiatica (leggasi Russia e CSI) in termini economici ponendosi
come nuovo aggregato geoeconomico quasi autosufficiente e
potenzialmente autarchico in alcuni comparti. Alcuni autori
suggeriscono che la dimensione della sicurezza non debba essere
trascurata e che sia perciò necessario sostenere l'allargamento ed
il rafforzamento della NATO parallelamente all'applicazione del
Trattato. In alcuni paesi centrali per l'approvazione del trattato
come la Germania, si sono espresse molte perplessità sul trattato
stesso e sulle implicazioni che esso porta con sé7.
Il TTIP, infatti, si propone come un accordo onnicomprensivo che,
avendo come obiettivo l'eliminazione delle cosiddette barriere
non tariffarie
(BNT), ha la possibilità di creare in Europa e Stati Uniti scenari
sociali, e di converso politici, totalmente nuovi e potenzialmente
problematici. Il trattato definisce anche un'armonizzazione degli
standard produttivi e legislativi su diverse materie. Questo
potenzialmente può creare uno spazio chiuso o con alte barriere
all'ingresso di nuovi paesi. Contemporaneamente vi è un forte
disincentivo nel non farne parte, a causa del mercato di potenziali
clienti che il TTIP creerà. Questo nuovo scenario avrà sicuramente
un'influenza sulle potenze emergenti, i c.d. BRICS, e potrà
determinare nuove configurazioni dei rapporti internazionali. Tale
accordo viene generalmente considerato complementare a quello in fase
di discussione tra gli USA e diverse nazioni asiatiche sulla sponda
Pacifica, detto TPP (Trans Pacific Partnership), e parte di un
presunto disegno di “pivoting”
messo in atto da parte degli Stati Uniti per continuare a garantirsi
una centralità in un mondo sempre più multipolare. L'obiettivo
sarebbe quello di poter contemporaneamente accerchiare Russia e Cina
tramite il controllo commerciale, militare e politico di quello che
già Nicholas Spykman negli anni '30 definì il Rimland ovvero lo
spazio che va dall'Europa centrale all'Asia sud-orientale, passando
per il Medio Oriente e l'area centro-asiatica.
1
S. I. Akhtar, V. C. Jones, Proposed Transatlantic Trade and
Investment Partnership (T- TIP): In Brief, Congressional
Research Service, Washington 6/2014
2
D.Hamilton et alii, The Geopolitics of TTIP: Repositioning the
Transatlantic. Relationship for a Changing World, Washington,
DC: Center for Transatlantic Relations, 2014, p. Vii
3
http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11103-2013-DCL-1/en/pdf
p. 2.
4
Ivi p. 3.
5
Ibidem.
6
Report of the ninth round of negotiations for the trensatlantic
trade and investment partnership New York, 20–24 April 2015)
7
P. Sparding, Germany's pivotal role on the way to TTIP, The
German Marshall Fund of the United States Europe Policy Paper
5/2014, Washington,2014, p.2

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