martedì 6 settembre 2016

Estratto dal capitolo 3

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Esistono i presupposti per ipotizzare un influenza del TTIP in ambito geopolitico e geoeconomico? Un documento redatto da due specialisti in commercio internazionale, Shayerah Ilias Akhtar e Vivian C. Jones, per il congresso degli Stati Uniti nel giugno del 2014 afferma che : "Il TTIP è un accordo di libero scambio (Free Trade Agreement, FTA) negoziato tra Stati Uniti e Europa. Entrambe le parti [..] cercano di aumentare l'accesso ai mercati transatlantici attraverso l'eliminazione di barriere agli scambi e agli investimenti in beni, servizi e agricoltura [...]. Le due parti cercano inoltre di utilizzare gli impegni sul TTIP anche a livello globale: per promuovere la liberalizzazione dei commerci, definire regole e standard e rispondere alle sfide poste dai mercati emergenti"1. I due specialisti elencano i vantaggi di un trattato che ha scopi economici nei suoi termini principali. Contemporaneamente però vari studiosi di geopolitica ne hanno analizzato le ricadute geoeconomiche e geostrategiche. Daniel Hamilton ad esempio, sempre nel 2014, scrive nell'introduzione a The Geopolitics of TTIP: Repositioning the Transatlantic. Relationship for a Changing World: "[...] mentre molte analisi sono state condotte sul potenziale impatto economico del TTIP, c'è stata una relativamente minore analisi sulle sue implicazioni geostrategiche . Il TTIP riflette un ampio consenso sulle due sponde dell'atlantico che il mondo che in origine ha creato l'alleanza transatlantica sia ormai scomparso. Europei e americani devono lavorare urgentemente nel costruire una partnership che sia più effettiva nel generare più opportunità economiche, [...] affrontare altre potenze e rafforzare ed estendere norme e principi guida per il sistema internazionale."2. Il punto 1 delle direttive per la negoziazione del TTIP desecretate dall'Unione Europea afferma: "L'accordo conterrà esclusivamente provvedimenti inerenti il commercio e le aree ad esso legate. L'accordo dovrà confermare che la cooperazione nel commercio transatlantico è fondato su valori comuni, inclusi la protezione e la promozione dei diritti umani e la sicurezza internazionale"3. Tale fondamento è ulteriormente specificato al punto 6 "Il preambolo del trattato [...] si riferirà anche a: valori condivisi come diritti umani, democrazia, libertà fondamentali e applicazione della legge di diritto [...]"4. In queste poche righe troviamo gli obiettivi di fondo del TTIP. La comunanza di valori che lega Europa e Stati Uniti, storicamente fondata sui principi delle rivoluzioni francese e americana, fonda il rapporto tra le due parti. Il commercio transatlantico, da scopo ultimo del trattato, diviene il mezzo per rinsaldare questo rapporto e per continuare a promuovere le pratiche democratiche, i diritti umani e il liberalismo politico. La promozione di questi valori avverrà sia all'interno del blocco così formato, sia all'esterno come specificato nel passaggio : "[...] inclusi la protezione e la promozione dei diritti umani e la sicurezza internazionale" 5. Il TTIP è oggettivamente più di un semplice accordo di libero scambio. Gli obiettivi palesi che si pone, quelli impliciti e quelli imprevedibili, avranno un impatto globale per gli anni a venire. Con l'applicazione del trattato i suoi termini entreranno nelle legislazioni di tutte le nazioni europee (quasi contemporaneamente) e ne modificheranno aspetti anche sostanziali. Il trattato è tuttora in corso di definizione e dovrà essere ratificato dai rispettivi parlamenti prima di diventare esecutivo6. La sua approvazione totale, o parziale, non è ancora certa in virtù dell'opposizione da parte dell'opinione pubblica, e anche alcuni governi, di vari paesi d'Europa. Se il trattato verrà approvato ed applicato creerà un'area produttiva, commerciale, finanziaria e legislativa in cui la pratica sarà ispirata dal liberalismo politico e orientata verso il liberismo economico. Un accordo come il TTIP ha tutte le caratteristiche per “staccare” l'Europa dalla massa euroasiatica (leggasi Russia e CSI) in termini economici ponendosi come nuovo aggregato geoeconomico quasi autosufficiente e potenzialmente autarchico in alcuni comparti. Alcuni autori suggeriscono che la dimensione della sicurezza non debba essere trascurata e che sia perciò necessario sostenere l'allargamento ed il rafforzamento della NATO parallelamente all'applicazione del Trattato. In alcuni paesi centrali per l'approvazione del trattato come la Germania, si sono espresse molte perplessità sul trattato stesso e sulle implicazioni che esso porta con sé7. Il TTIP, infatti, si propone come un accordo onnicomprensivo che, avendo come obiettivo l'eliminazione delle cosiddette barriere non tariffarie (BNT), ha la possibilità di creare in Europa e Stati Uniti scenari sociali, e di converso politici, totalmente nuovi e potenzialmente problematici. Il trattato definisce anche un'armonizzazione degli standard produttivi e legislativi su diverse materie. Questo potenzialmente può creare uno spazio chiuso o con alte barriere all'ingresso di nuovi paesi. Contemporaneamente vi è un forte disincentivo nel non farne parte, a causa del mercato di potenziali clienti che il TTIP creerà. Questo nuovo scenario avrà sicuramente un'influenza sulle potenze emergenti, i c.d. BRICS, e potrà determinare nuove configurazioni dei rapporti internazionali. Tale accordo viene generalmente considerato complementare a quello in fase di discussione tra gli USA e diverse nazioni asiatiche sulla sponda Pacifica, detto TPP (Trans Pacific Partnership), e parte di un presunto disegno di “pivoting” messo in atto da parte degli Stati Uniti per continuare a garantirsi una centralità in un mondo sempre più multipolare. L'obiettivo sarebbe quello di poter contemporaneamente accerchiare Russia e Cina tramite il controllo commerciale, militare e politico di quello che già Nicholas Spykman negli anni '30 definì il Rimland ovvero lo spazio che va dall'Europa centrale all'Asia sud-orientale, passando per il Medio Oriente e l'area centro-asiatica.



1 S. I. Akhtar, V. C. Jones, Proposed Transatlantic Trade and Investment Partnership (T- TIP): In Brief, Congressional Research Service, Washington 6/2014
2 D.Hamilton et alii, The Geopolitics of TTIP: Repositioning the Transatlantic. Relationship for a Changing World, Washington, DC: Center for Transatlantic Relations, 2014, p. Vii
3 http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11103-2013-DCL-1/en/pdf p. 2.
4 Ivi p. 3.
5 Ibidem.
6 Report of the ninth round of negotiations for the trensatlantic trade and investment partnership New York, 20–24 April 2015)

7 P. Sparding, Germany's pivotal role on the way to TTIP, The German Marshall Fund of the United States Europe Policy Paper 5/2014, Washington,2014, p.2

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